Le api costruiscono il loro alveare creando celle che, unite tra loro, danno vita a una struttura comune. Anche noi abbiamo iniziato a costruire il nostro, esplorando un materiale antico e vivo come l'argilla.
Dopo averne scoperto la consistenza attraverso il contatto e la manipolazione, abbiamo preparato dei quadrati di cartoncino nero, le nostre celle, pronti ad accogliere le tracce delle nostre esperienze.
Attraverso l'impronta dell'argilla liquida, ciascun partecipante ha lavorato sui ricordi di momenti significativi e punti di svolta della propria vita. Le tracce lasciate dal materiale sono diventate forme da osservare e rileggere, aprendo uno spazio per riconoscere ciò che quelle esperienze hanno lasciato dentro di noi.
Ogni partecipante ha scelto quali segni far emergere. Da una superficie inizialmente scura sono nate così forme, capaci di raccontare modi personali di guardare alla propria storia.
Infine, le singole celle sono state unite. Un gesto che non ha soltanto collegato i cartoncini, ma ha dato forma a un insieme: un alveare composto da esperienze individuali, differenti e irripetibili, che trovano uno spazio comune senza perdere la propria identità.